20 dicembre 2006

Ichino propone un’Authority contro gli statali negligenti e pigri

Creare un'Authority in grado di misurare l'efficienza della pubblica amministrazione al fine di premiare i molti comportamenti virtuosi, che «costituiscono la maggioranza», e punire i non rari casi di negligenza o pigrizia. Arrivando, se necessario, al licenziamento o al trasferimento dei dirigenti e dei dipendenti per responsabilità oggettive o improduttività. I danni erariali verrebbero segnalati, naturalmente, alla Corte dei Conti.

È quanto hanno proposto i giuristi Pietro Ichino, professore di Diritto del lavoro nell’Università degli Studi di Milano, e Bernardo Mattarella, professore di Diritto amministrativo nell’Università di Siena, che hanno predisposto un progetto di legge-delega già presentato al presidente del consiglio Romano Prodi e al ministro per l'innovazione nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais. Il testo sarà presentato ufficialmente alla Camera da Lanfranco Turci, vicepresidente della Rosa del Pugno alla Camera, e al Senato da Antonio Polito, dell'Unione.

Il progetto di legge - opera di un gruppo di amministrativisti, costituzionalisti, giuslavoristi e dirigenti pubblici coordinato da Ichino e Mattarella - tende a riunire e riqualificare il coordinamento dei nuclei di valutazione istituiti dalla legge Bassanini del 1999. Il testo prevede, al primo articolo, l'istituzione di una Autorità per la valutazione delle strutture e del personale pubblico, con deleghe legislative al governo sulla valutazione del rendimento, sulla responsabilità dei dipendenti pubblici e sulle retribuzioni degli stessi nei successivi tre articoli. Il criterio, come ha spiegato lo stesso Ichino, è «premiare i volenterosi e punire i nullafacenti», rompendo anche il tabù dell'impossibilità di licenziare un dipendente pubblico.

Tuttavia «il licenziamento - ha chiarito Ichino - resterà un caso estremo». Anche se «un'amministrazione pubblica dove chi decide deliberatamente di non lavorare è garantito, non può funzionare». Quanto al confronto con i sindacati, Ichino ha cominciato dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che, secondo il giuslavorista, si è detto «interessato» a tal punto da «promuovere un convegno sull'argomento a gennaio». Positiva anche la valutazione di Nicolais, che, secondo quanto ha riferito Ichino «ha intenzione di proporlo ai sindacati in fase di trattativa per il pre-accordo sul pubblico impiego». La nuova autorità, secondo gli ideatori, dovrebbe avere sede a Roma, con un organico massimo di 100 persone, 70 delle quali provenienti dall'Alto commissariato contro la corruzione e contro le frodi, che sarebbe soppresso.

Podda (Fp-Cgil): «Un delirio autoritario». Molto negativo il giudizio della Cgil. Il segretario generale della Funzione pubblica, Carlo Podda, ha attaccato l'istituzione di un organismo «burocratico e non rappresentativo», una struttura «che non ridurrebbe la distanza tra cittadini ed enti che erogano il servizio. In un delirio autoritario si pretende di consegnare nella mani di un organismo senza alcuna rappresentatività democratica la competenza di misurare la produttività di tutte le amministrazioni e i servizi del Paese e di fissare unilateralmente il trattamento economico e normativo dei lavoratori pubblici».(Il Sole24Ore.com - 15.12.06)

Statali, stipendio a punti

Il ministro Nicolais vuole legare le retribuzioni a produttività e risparmi ottenuti. Ripartono le assunzioni: ogni cento uscite, sessanta ingressi. Part time per chi si avvicina alla pensione. Mancano solo alcuni ritocchi, ma a Palazzo Chigi scommettono che a finemese sarà pronta la riforma del pubblico impiego. Romano Prodi e i sindacati dovrebbero firmare il prossimo 21 dicembre il memorandum che contiene i principi da applicare nei futuri contratti nazionali e decentrati. Quasi impossibili cambi di rotta, anche perché i sindacati, dopo aver ottenuto 3 miliardi per il biennio 2006-2007 per gli aumenti salariali, si sono dimostrati molto collaborativi con il ministro alla Funzione pubblica, Luigi Nicolais. Tanto da accettare concetti come valutazione e aumenti salariali legati alla qualità dei servizi erogati o mobilità tra enti pubblici. Obiettivi. Già oggi la pubblica amministrazione è obbligata a dare ai suoi dipendenti degli obiettivi da raggiungere per migliorare l'efficienza, ridurre i tempi e favorire l'accessibilità dei cittadini. Molti giuristi sono convinti che si scelgono mete già conquistate oppure facili da conseguire. Il governo è della stessa idea. La strada sarà porre obiettivi più ambiziosi. A deciderli i ministri, che li comunicheranno ai loro capidipartimento. A loro volta volta le direzioni generali li rimoduleranno su tutti i livelli. Per comprendere i bisogni dell'utenza Nicolais istituirà un tavolo di concertazione con i rappresentanti dei fruitori (associazioni dei consumatori, Confindustria, gli artigiani della Cna o la Confcommercio). Licenziamenti. Non ci saranno i “licenziamenti dei fannulloni” né i prepensionamenti proposti dall'economista ds Nicola Rossi. La Funzione pubblica preferisce rafforzare le attuali norme per il licenziamento per giusta causa con ammende più salate e richiami per chi, funzionari o impiegati, non raggiunge gli obiettivi concordati. Ma il governo deve svecchiare la pubblica amministrazione, dove l'età media è di 48 anni. Il ministro Nicolais sta valutando forme di incentivazione alla pensione come
part time e scivolamenti. Il ministro – che è pronto a mettersi di traverso con il sindacato sullo spoils system – presenterà un disegno di legge per licenziare i dirigenti condannati in terzo grado per particolari reati quali pedofilia, concussione e corruzione. Assunzioni. Dal 2007 salta il blocco al turn over. È stato deciso che a ogni 100 uscite seguiranno 60 entrate. I sindacati chiedono che i posti
liberi siano destinati ai precari (8mila soltanto nei ministeri). Al momento Nicolais avrebbe garantito solo una corsia preferenziale ai vincitori
di concorso. Tagli e incentivi. Preso atto delle disponibilità della Tesoreria, saranno i singoli ministri ai definire i livelli di spesa e segnalarli ai loro capidipartimento. I quali li rimoduleranno in relazione alle esigenze del territorio.
Nicolais darà il buon esempio tagliando di un ulteriore 10 per cento le
disponibilità del suo dicastero rispetto a quanto previsto in Finanziaria. Legato ai risparmi, poi, è il sistema dello stipendio accessorio, cioè dei premi oggi distribuiti a pioggia e automaticamente. Dai prossimi anni i bonus saranno proporzionali all'entità delle economie conseguite. Mobilità. A differenza di quanto accade oggi, le direzioni degli enti pubblici potranno spostare personale (la cosiddetta mobilità orizzontale) da un ufficio a un altro della stessa amministrazione. Nicolais si è detto favorevole a un'equa compensazione e propone che il trasferimento avvenga entro i confini regionali. I sindacati, invece, impongono quelli cittadini. Esclusa, per esempio, la possibilità che un dipendente possa essere trasferito in un'altra Regione.

15 dicembre 2006

I nullafacenti accontentati


Settimana scorsa il Governo e i sindacati hanno raggiunto un accordo sul rinnovo del contratto degli statali, che ne ha dunque scongiurato lo sciopero. Pare che la spesa per coprire gli aumenti di stipendio ai dipendenti statali in senso stretto (quelli cioe' che infestano i corridoi dei vari Ministeri) si aggiri attorno ai 5,4 miliardi per il 2007-2008 (si veda ad esempio la tabella pubblicata dal Giornale).
Non proprio briciole...

Vorrei allora cogliere l'occasione per riportare qui alcuni brevi brani tratti dall'ultimo libro di Pietro Ichino, ex-sindacalista della Cgil e oggi grande esperto di questioni sindacali, intitolato "I nullafacenti":

[...] Alla proposta di individuare i dipendenti pubblici totalmente improduttivi e di incominciare a tagliare li', piuttosto che tagliare sugli investimenti o sui servizi pubblici che funzionanao, i sindacalisti rispondono, come previsto, con un "no" secco: niente licenziamenti; semmai "mobilita'" e incentivi.

[...] La tesi dei sindacalisti su questo problema: lincenziare non si deve, mai.

[...] Veniamo alla proposta alternativa della "mobilita'". I sindacati del settore pubblico fino ad oggi si sono sempre opposti in modo fermissimo a qualsiasi trasferimento autoritativo di dipendenti pubblici: la "mobilita'" che essi propongono e' solo quella "concordata" e "volontaria".

Superfluo commentare, penso.

Quello della lotta allo spreco costante di risorse, sia economiche che umane, che avviene quotidianamente tra le pieghe degli apparati burocratici e' un punto su cui qualunque liberale si riconosce facilmente. Apprezzo spesso i commenti di Ichino nel cercare soluzioni piu' "meritocratiche" per la gestione degli statali, come avevo gia' avuto modo di ripetere in un post precedente.

Certo e' che la velocita' con cui questo Governo ha voluto "abbassare le braghe" di fronte alle richieste dei dipendenti statali, e' a dir poco sconcertante.

Parlano poi di "giustizia sociale"...

Ditemi voi

(Orizzonte Liberale - 13.12.06)

17 novembre 2006

Sciopero generale 17 novembre - Corteo a Roma da Piazza Porta Pia ore 9.30

Venerdì 17 novembre 2006

SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

per tutta la giornata

di tutto il lavoro dipendente, precario e “parasubordinato”

Manifestazione a Roma da Piazza Porta Pia ore 9.30

Confederazione Cobas

11 novembre 2006

Quello che pensano i lavoratori finanziari, a proposito di "spionaggio fiscale".


_______________________________________
AGENZIA DELLE ENTRATE

Ufficio di Genova 1

Il personale dell’Agenzia delle Entrate di Genova 1, riunitosi in
assemblea sindacale su richiesta del SALFI, il giorno 02 novembre alle
ore 10 , in merito ai fatti del c.d. “spionaggio fiscale”, approva quanto
segue:

Respinge la campagna diffamatoria in atto, volta da un lato
a ledere l’immagine dell’A. F. dall’altro, alla delegittimazione
delle migliaia di operatori dell’Agenzia delle Entrate che
quotidianamente svolgono il loro lavoro al servizio esclusivo
dello Stato, proprio nel momento in cui la politica dichiara
la volontà ad una serrata lotta all’evasione fiscale in questo
Paese.

Rivolge un invito ai colleghi delle Agenzie ed alle
Organizzazioni Sindacali tutte, ad esprimere fattiva
solidarietà a coloro che stanno vivendo sicuramente
momenti difficili, nella assoluta convinzione che nella
stragrande maggioranza dei casi, essi siano colpevoli di
superficialità e leggerezza e non di altro.

Chiede agli Organi direttivi dell’ Agenzia, di assumere
iniziative adeguate alla tutela dell’immagine dei lavoratori
finanziari e di dettare inequivocabili regole in merito agli
accessi alle banche dati, affinché episodi di
strumentalizzazione giornalistica e di processi sommari alle
intenzioni, non abbiano in avvenire a ripetersi.

Rimane fiducioso in attesa di riscontro, ma allertato nel
riservarsi di assumere insieme agli altri Uffici, ulteriori
iniziative, in mancanza di adeguate risposte da parte
dell’Agenzia.


_______________________________________




DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DALL’ASSEMBLEA DEL PERSONALE DELL’AGENZIA ENTRATE
UFFICIO DI PERUGIA

AL PERSONALE

Giovedì scorso la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni a carico di circa 118 colleghi dell’Agenzia delle Entrate, accusati di aver effettuato accessi alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria.
Anche un funzionario del nostro ufficio è stato interessato da tale operazione.

Profondamente delusi dalla mancanza di un qualsiasi intervento chiarificatore da parte dei nostri vertici, nazionali e regionali, esprimiamo la nostra SOLIDARIETÀ al funzionario interessato in prima persona da questa vicenda e raccomandiamo, prima a noi stessi e poi a tutti gli altri, di evitare accessi all’anagrafe tributaria non connessi alle posizioni fiscali assegnate a ciascuno.

In tal modo, in futuro, non avremo altri casi di “spionaggio fiscale”, montati su episodi marginali che potevano essere sintetizzati con l’espressione “scoperta del segreto di Pulcinella”.
Infatti, le dichiarazioni dei redditi sono accessibili a tutti; gli atti notarili sono rilasciati in copia dall’ufficiale rogante, a semplice richiesta; i dati catastali, ipotecari e quelli relativi ai beni mobili registrati sono a disposizione di chiunque ne faccia richiesta (l’Agenzia del Territorio ed il Pra vendono abbonamenti alle proprie banche dati).

“I panni sporchi si lavano in famiglia” secondo un noto proverbio che l’Agenzia in questo caso non ha voluto seguire.
Si è preferito delegare ad altri piuttosto che svolgere direttamente dei controlli interni che avrebbero sicuramente consentito di distinguere i casi di semplice curiosità da quelli di “spionaggio” (ma quale spionaggio ?).
Solo in seguito e valutati concretamente i fatti, si sarebbe potuto adire l’Autorità giudiziaria.
Si è persa l’ennesima occasione per sottolineare quanto di buono e di concreto ogni giorno i funzionari dell’Agenzia realizzano, in termini di assistenza al contribuente e di recupero effettivo di imposte evase.

Così non è stato ed ora siamo al centro dell’attenzione, oggetto di attacchi, da parte di politici, organi di informazione (a volte di disinformazione) e, conseguentemente, dell’opinione pubblica.
Il nostro caso (118 perquisizioni su circa 35.000 dipendenti: lo 0,0033% ed ancora tutto da dimostrare) è equiparato al “Lazio Gate” ed allo scandalo delle intercettazioni Telecom.
C’è stata molta confusione sui nostri “poteri”, avremmo addirittura accesso anche ai conti bancari (non siamo riusciti ancora a trovare la relativa linea di lavoro però, peccato!).

Concludiamo augurando buon lavoro a tutti, certi che la nostra attività debba continuare, anzi intensificarsi, a dispetto di chi sta usando ogni mezzo (vedi anche l’emendamento sul 2%), terrorizzato ed infastidito dalle nuove misure di recente adottate in tema di lotta all’evasione e forse anche dall’istituzione dell’anagrafe dei conti correnti.

In quest’ottica ed in conformità alle disposizioni contenute nei processi operativi e nelle metodologie di controllo, la Rsu chiederà alla Direzione dell’Ufficio, come deliberato nella riunione dello scorso 26 ottobre, di estendere a tutti i funzionari l’utilizzo delle banche dati disponibili e l’accesso ad Internet.


Perugia 31 ottobre 2006.


_______________________________________




IL PERSONALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
UFFICIO DI PERUGIA


MA QUALE SPIONAGGIO FISCALE?
ABBIAMO SOLO SCOPERTO IL
SEGRETO DI PULCINELLA

Le dichiarazioni dei redditi sono accessibili a TUTTI
Gli atti notarili sono rilasciati in copia dall’ufficiale rogante, a CHIUNQUE ne faccia richiesta;
I dati catastali, ipotecari e quelli relativi ai beni mobili registrati sono a disposizione di CHIUNQUE ne faccia richiesta
(l’Agenzia del Territorio ed il Pra vendono abbonamenti alle proprie banche daI DIPENDENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE NON SONO SPIONI !!!

OGNI GIORNO EFFETTUANO ATTIVITA’ DI ASSISTENZA AL CONTRIBUENTE E DI RECUPERO EFFETTIVO DI IMPOSTE EVASE.


_______________________________________



Al Direttore Ufficio locale delle Entrate di Roma 5
SEDE

Al Direttore Regionale delle Entrate per il Lazio
SEDE

Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
SEDE

E, p.c. Alle OO.SS.
Uffici locali delle Entrate


Le RSU di Roma 5 ed il personale riunito in assemblea oggi 6/11/06 manifestano la loro solidarietà ai colleghi vittime delle perquisizioni corporali e domiciliari nell’ambito dell’inchiesta del c.d. spionaggio fiscale.
Hanno parlato di illeciti accessi fatti da questi colleghi alla banca dati dell’anagrafe tributaria, ma un fatto è illecito quando è contrario a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume: in che casistica si inquadrano quei centoventotto colleghi?!?
Ce lo deve spiegare il nostro vice ministro così solerte a denunciare i propri collaboratori!!
Anche perché se ci troviamo di fronte ad un comportamento illecito si può tranquillamente usare lo stesso aggettivo tutte le volte che, per rendere più fondato un nostro accertamento fiscale e quindi per FARE RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO numerico e monetario così caro ai nostri dirigenti, interroghiamo la situazione reddituale e patrimoniale di soggetti terzi (clienti, fornitori, parenti ecc..) rispetto al nostro contribuente.
Vorrà dire quindi che ogni volta che dovremo procedere a tale tipo di iniziativa ci faremo espressamente autorizzare dal nostro responsabile, PARALIZZANDO così l’operato dell’Ufficio.
Riguardo poi alle risultanze mediatiche di tale avvenimento c’è da dire che nessuno dei nostri rappresentanti al Parlamento è a conoscenza delle modalità e della tipologia del nostro lavoro:
si passa da coloro secondo i quali con i nostri potenti strumenti informatici saremmo in grado immediatamente di conoscere fino all’ultimo centesimo depositato presso le banche dei contribuenti a quelli che invece ritengono che ci sia una sorta di filtro che impedirebbe ad alcuni colleghi di procedere oltre una determinata interrogazione solo perché non autorizzati!
Insomma la confusione regna sovrana ed a farne le spese siamo noi, già in passato bersagliati dall’opinione pubblica la quale ora è sempre più convinta di aver pensato il giusto tutte le volte che ci classificava solo fannulloni!
Riguardo poi alla sicurezza informatica del nostro lavoro si brancola nel buio.
Da chi vengono gestite le nostre password? Chi, oltre noi, può accedere al sistema informativo dell’anagrafe tributaria? Quali sono le protezioni che l’Agenzia adotta a difesa di tale strumento?
A questo punto una posizione da parte dei vertici dell’Agenzia è doverosa!
Nel frattempo saremo costretti a fare da soli, evitando di dare informazioni per telefono, chiedendo un’espressa delega ai contribuenti quotidianamente presenti allo sportello, domandando un’autorizzazione scritta ai nostri dirigenti in presenza di terzi rispetto al soggetto verificato.

I Lavoratori dell’Agenzia delle Entrate Ufficio di Roma 5


_______________________________________



I LAVORATORI DELL’AGENZIA ENTRATE DI BOLOGNA 2 RIUNITI IN ASSEMBLEA



alla luce della gravità dei fatti accaduti nei confronti di colleghi indagati per i casi di presunto “spionaggio fiscale” - sottoposti a umilianti perquisizioni personali, domiciliari e del luogo di lavoro - intendono con la presente esprimere piena solidarietà e fiducia nei loro confronti.

Sentite altresì le dichiarazioni rilasciate dal vice ministro Vincenzo Visco e da altri esponenti politici contenenti affermazioni e parole di una gravità inaudite, che dimostrano la scarsa o nulla conoscenza dei meccanismi di funzionamento della banca dati dell’Anagrafe Tributaria, della tipologia dei dati - pubblici o meno - in essa contenuti e delle possibilità concesse ai funzionari riguardo alle operazioni di ricerca eseguibili sulla stessa;

considerato che tali dichiarazioni risultano fortemente lesive della dignità e dell’onestà dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate;

considerato che le enormi inesattezze e i ridicoli commenti comparsi sulla stampa e in televisione hanno danneggiato in maniera pesante l’immagine dell’Agenzia delle Entrate e dei lavoratori impegnati quotidianamente in una attività istituzionale di particolare delicatezza, centrale per il raggiungimento degli obiettivi economici del Paese;

RITENGONO OPPORTUNO E DOVEROSO L’INTERVENTO DA PARTE DEI VERTICI NAZIONALI E LOCALI DELLA AGENZIA DELLE ENTRATE AL FINE DI FORNIRE UNA CORRETTA INFORMAZIONE IN RELAZIONE A QUANTO ESPOSTO.

Rimaniamo in attesa di vedere e constatare nei fatti che i vertici dell’Agenzia delle Entrate si pronuncino sulla vicenda.


Bologna, 31/10/2006

I lavoratori dell’Ufficio di Bologna 2



_______________________________________



AL DIRETTORE DELL’UFFICIO DI
VARESE - SEDE

AL DIRETTORE REGIONALE
PER LA LOMBARDIA
MILANO - SEDE

AL DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
ROMA - SEDE

AL VICE-MINISTRO PER L’ECONOMIA
ROMA - SEDE

ALLE OO. SS. PROVINCIALI E NAZIONALI
LORO SEDI

A TUTTI GLI UFFICI DELL’AGENZIA






I LAVORATORI DELL’AGENZIA ENTRATE DI VARESE RIUNITI IN ASSEMBLEA IL GIORNO 2 NOVEMBRE 2006

Alla luce della gravità dei fatti accaduti nei confronti di colleghi indagati per i casi di presunto “spionaggio fiscale” - sottoposti a umilianti perquisizioni personali, domiciliari e del luogo di lavoro - intendono con la presente esprimere piena solidarietà e fiducia nei loro confronti.

Sentite altresì le dichiarazioni rilasciate dal vice ministro Vincenzo Visco e da altri esponenti politici contenenti affermazioni e parole di una gravità inaudite nonché dai vertici dell’Agenzia, che dimostrano la scarsa o nulla conoscenza dei meccanismi di funzionamento della banca dati dell’Anagrafe Tributaria, della tipologia dei dati - pubblici o meno - in essa contenuti e delle possibilità concesse ai funzionari riguardo alle operazioni di ricerca eseguibili sulla stessa;

Considerato che tali dichiarazioni risultano fortemente lesive della dignità e dell’onestà dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate;

Profondamente delusi dalla mancanza di un qualsiasi intervento chiarificatore da parte dei nostri vertici, nazionali e regionali, per il caso di “spionaggio fiscale”, montato su episodi marginali che possono essere sintetizzati con l’espressione “scoperta del segreto di Pulcinella”.
Infatti, le dichiarazioni dei redditi sono accessibili a tutti; gli atti notarili sono rilasciati in copia dall’ufficiale rogante, a semplice richiesta; i dati catastali, ipotecari e quelli relativi ai beni mobili registrati sono a disposizione di chiunque ne faccia richiesta (l’Agenzia del Territorio ed il Pra vendono abbonamenti alle proprie banche dati).
“I panni sporchi si lavano in famiglia” secondo un noto proverbio che l’Agenzia in questo caso non ha voluto seguire.
Si è preferito delegare ad altri piuttosto che svolgere direttamente dei controlli interni che avrebbero sicuramente consentito di distinguere i casi di semplice curiosità da quelli di “spionaggio” (ma quale spionaggio ?).
Solo in seguito e valutati concretamente i fatti, si sarebbe potuto adire l’Autorità giudiziaria.
Si è persa l’ennesima occasione per sottolineare quanto di buono e di concreto ogni giorno i funzionari dell’Agenzia realizzano, in termini di assistenza al contribuente e di recupero effettivo di imposte evase;

Considerato che le enormi inesattezze e i ridicoli commenti comparsi sulla stampa e in televisione hanno danneggiato in maniera pesante l’immagine dell’Agenzia delle Entrate e dei lavoratori impegnati quotidianamente in una attività istituzionale di particolare delicatezza, centrale per il raggiungimento degli obiettivi economici del Paese;

RITENGONO OPPORTUNO E DOVEROSO L’INTERVENTO DA PARTE DEI VERTICI NAZIONALI E LOCALI DELLA AGENZIA DELLE ENTRATE AL FINE DI FORNIRE UNA CORRETTA INFORMAZIONE IN RELAZIONE A QUANTO ESPOSTO.

La magistratura, i vertici delle agenzie, il vice-ministro Visco, aspettino che i fatti dicano ciò che è successo davvero. Se la prendano con chi ha realmente fatto attività di spionaggio (anche se noi dubitiamo che vi sia qualcuno che ne ha fatta realmente) e poi, visto che non sono stati capaci di offrire solidarietà, chiedano scusa a tutti gli altri, a partire dai colleghi che hanno già condannato senza che abbiano fatto nulla di rilevante.

Rimangono fiduciosi in attesa di riscontro, ma allertati nel riservarsi di assumere insieme agli altri Uffici, ulteriori iniziative, in mancanza di adeguate risposte da parte dell’Agenzia.


Varese, 02/11/2006

I lavoratori dell’Ufficio di Varese

Siamo tutti spioni..!


E’ da circa una settimana che vi è un attacco senza precedenti ai lavoratori delle Agenzie Fiscali che vengono incolpati delle accuse più originali e strane, sino ad arrivare a quelle di spionaggio politico, per i “presunti” accessi abusivi al sistema informatico.
Una campagna feroce che appare, anche al più anonimo cittadino, come un’enorme boutade, assolutamente ridicola.
Tutti i lavoratori quotidianamente, per poter compiere anche le più semplici procedure lavorative, accedono ai sistemi informativi facendo incroci di dati, informazioni, nominativi. Paradossalmente tutti potrebbero essere accusati!
E’ evidente che, dietro il capro espiatorio dei 120 lavoratori accusati a cui va la nostra solidarietà, vi è l’esigenza del governo di mettere in risalto negativo il personale che essendo o “incapace o smanettatore” è poco “adatto” al decantato modello Agenzie e fa da proscenio ad un’accelerazione immediata verso maggiori deviazioni privatistiche (vedi progressiva esautorazione di funzioni e lavoratori dall’Agenzia del Territorio verso i comuni, progettato accorpamento dell’Agenzia delle Dogane con quella delle Entrate ecc.) con mobilità massiccia e riduzione del personale.
Ed è chiaro che vi è un’operazione politica, di alzare un grande fumo, di deviare l’attenzione dalle difficoltà del governo sulla Finanziaria, sia al proprio interno con settori di partito e parlamentari dissenzienti, sia per il crescente malessere che sta attraversando il paese, toccando tutti i settori sociali.
Finanziaria che regala 6 miliardi di euro alle imprese, col taglio di 5 punti del cuneo fiscale e con la riduzione dell’Irap e che invece, con la modulazione delle aliquote, da solo qualche spicciolo ai lavoratori, penalizzati per giunta da aumenti dei contributi previdenziali, delle addizionali comunali e regionali, ticket sanitari per tutti gusti, rinnovi contrattuali con risorse sotto l’inflazione programmata, stabilizzazione per pochissimi precari, definitivo attacco alle pensioni, al TFR.
In questi giorni negli uffici finanziari, sulla storia delle spiate informatiche e dei procedimenti giudiziari contro i lavoratori, si stanno effettuando diverse assemblee di protesta ed iniziative che invitiamo ad estendere il più possibile.
Ricordiamo che parallelamente sono già fissati appuntamenti nazionali di lotta che devono vedere la nostra massima partecipazione.
· Sabato 4 novembre manifestazione nazionale contro la precarietà – Roma, piazza della Repubblica ore 14.30;
· Venerdì 17 novembre sciopero generale, con manifestazioni nelle principali città, contro la Finanziaria e i tagli a sanità, enti locali, scuola, pensioni, contro lo smantellamento della P.A., per risorse economiche adeguate per il rinnovo dei contratti.

Il Super Reality della Commissione!

A volerci proprio inserire nel bel mezzo di questa fervida e a tratti convulsa “querelle” sui carichi di lavoro disomogenei scaturita dal problema del personale C2, uccel di bosco nelle sostituzioni in udienza, ci possiamo porre in due modi di fronte al nodo della questione alla posizione in sezione dei lavoratori di area B2, definiti dai soliti maligni: “badanti” dei coordinatori.


1) Possiamo considerarla una soluzione a buon mercato che ha cercato di conciliare due esigenze: il rifiuto di una mansione di supporto delocalizzata sull’intero gruppo di sezioni e le velleità di avanzamento professionale di un gruppo di funzionari in carriera. Soluzioni private, individuali forse irrealistiche ma per un certo verso, dettate da intenzioni legittime.

2) Oppure, riconoscendo essenziale la loro funzione di collaborazione del personale B2, dobbiamo impegnarci a renderla maggiormente visibile, sostenerla, e perciò sforzarci di espropriarla dalla comoda esclusività di una sezione e centralizzarla restituendola alla generalità dei lavoratori, come se per libertà possa intendersi la possibilità di lavorare per molti. Qui potete respirare. Magari rileggere la frase, poi respirate ancora.


La rabbia è un esercizio di stile collettivo e pienamente riuscito in questa Commissione. Ovvero il libro dello spasimare, dello struggersi, di quel qualcosa che va al di là del semplice desiderare. Ho rilevato uno schema di stress nello scritto dei colleghi estensori dell’”istanza dei 32”di questi giorni che mi ha lasciato in bocca una nausea leggera. In special modo le conclusioni barbariche che sono sull’orlo della gaffe e anche più in la. Se non disciplinante e criminalizzante, il contenuto tende a semplificare forse un po’ troppo, tentando di avallare il “secondo” degli atteggiamenti descritti. Che è indubbiamente quello vincente: conviene all’Ufficio, alla quasi totalità dei segretari. Conviene ai più. Ma conviene ai B2? Ed è giusto?
No. E’ sommamente ingiusto. Questo è pacifico. E’ un passaggio su cui occorre riaccendere una riflessione profonda. Chiediamoci se ha senso che un personale in difficoltà e già defraudato di una solida e pluriennale professionalità venga ulteriormente punito. Se ha senso che quanto rimasto della sua professionalità appannata sia sacrificato sull’altare di una idea di produttività più generale. Se ha senso che sottratto a una, per quanto limitata, ma confortante autonomia venga dequalificato a una mera funzione di sostegno (n.d.r.: “tappabuchi”). Come si può dar loro torto? Non è come rompere il termometro per non vedere la febbre?

Se sia giusto che l’Amministrazione stia alla finestra a guardare.Una organizzazione del lavoro dovrebbe reggersi su ben più alti presupposti: un intervento dell’Amministrazione ben più presente; più opportunità di inserimento e qualificazione professionale.